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[Spaccature e galaverna come sciagure]

“Ubique strepitus et miserabiles quiritatus”
“Dappertutto strepiti e lamentose invocazioni d’aiuto”
Cicerone

Spaccature e galaverna come sciagure
imminenti, restavano le volpi
di sotto a guaiolare.

La scossa della motrice ci cresceva addosso,
tutto chiedeva gli occhi bassi,
___________________tutto risaliva
con la compattezza della disperazione.

Inventava lampi neri la memoria –
basta un niente – lasciandoli a mezz’aria,
carosello senza immaginazioni – férmati,
resta qui a commuovermi.

Una dietro l’altra – la processione diligente
mentre la fine cede addosso
soltanto in me sentivo
di avere la rovina.

L’uomo accanto leggeva ad alta voce
___________________quasi una salmodia
poi mi sparava un punteruolo
in testa – la terra non contiene le mie leggi.

[Iniziando dal finale fu come l’affondamento]

Iniziando dal finale fu come l’affondamento
della Mafalda, certo e inatteso – alla serata di gala
volarono eliche, lo chiffon restò in bocca agli squali.

Cantarono a lungo sulla Mafalda,
fino a che alzò la prua – ogni fulminea tragedia
necessita di preparazione chirurgica.

Principessa Mafalda
naufragato nel 1927
(inedito per  larosainpiù )

[Il tempo depone minuscole gioie]

Il tempo depone minuscole gioie
sparse per via, già sapendo
il frutto a donare –
………………………….canterella
anticipando melodie domestiche
e sorride sommesso all’effetto che fa.

[Cercai l’angelo alla tavola]

Cercai l’angelo alla tavola
che imbandivano a Dunedin,
mille incanti, un coperto.

Bastava un angolo a quel tavolo,
l’ascolto delle anime toccate –
servir loro un caffè, farmi sfiorare
la veste – ma quando giunsi
già l’angelo scuoteva la tovaglia.

Hush-hush – riverberavano le pareti
mescolando il frullo d’ali
e la stoffa in volo – hush-hush.

Scritto per WSF su foto di
Francesca Woodman – Photo from Angel Series – Rome, Italy (1977)

Francesca Woodman – Photo from Angel Series – Rome, Italy (1977)

[Cosa ragionavi andando al Tajabone?]

Cosa ragionavi andando al Tajabone?
Immaginavi infinità di dolenza –
disponendo i nervi a reagire,
in frantumi le unghie, le urla
a spingere audacia nelle braccia.

Cosa ragionavi andando al Tajabone?
Il dolore è la folgore del colpo
silenzioso – non c’è nervo, unghia
o urlo così pronto. Bussa
e taci. Lascia domandare:
Hai digiunato? Hai pregato?

Il Tajabone è una festa musulmana alla fine del Ramadan
in cui gli angeli scendono dal cielo per interrogare gli uomini sulla loro penitenza
e i bambini vanno di casa in casa a scambiarsi frutti, semi e vestiti.