[Non c’è differenza con il carro bestiame]

«Voglio cantare in onore del Signore: perché ha mirabilmente trionfato,
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.» (Esodo 15:20-21)

Non c’è differenza con il carro bestiame –
ritorno inanime dal mattatoio,
lo scivolo lieve sull’anello cittadino.
L’aria si sperde tra le camere del cassone
con la compiutezza ineluttabile
del vuoto – smarrisce gli odori nel cammino,
non oscilla al fiato di condensa.

Sono il giusto, ripetevi, getto in mare
cavallo e cavaliere, con bracci d’equilibrio
ondeggio intonando l’eterofono
e accordo l’assoluta inconsistenza.

Per te sono il sentiero –
spazio tra via e banchina,
il compiuto accomodamento
del vilucchio alla tua terra.
D’improvviso domandavi: “Com’è il vuoto
visto da dentro?”

(*) Il giusto è l’oggetto metallico che serve per
riportare una bilancia a due bracci nel suo equilibrio

Accerboni Baccolini Massucco

[Ora resto qui]

Ora resto qui
sull’erba appena fresata –
la trincia mescola grovigli e tane
e i butti della ginestra dissestante,
nell’aria artificiale ribollono i sarmenti
e l’odore guasto si lega
alle zampe delle volpicine.

Aspetto sulla collina senza vigna –
vedova di zecche acquattate
nell’umido delle malerbe.

Indugio qui – ventitré i minuti
di rivoluzione della trincia
e l’anima sale così in alto
da suonarsi da sola le campane –
poi compare tra gli sterpi
e ha gran lavoro a ritrovarmi,
miserando citipati di campagna,
derubata dei miei giorni da me sola.

[Bisogna avere grande prudenza]

Bisogna avere grande prudenza,
è tutto un universo di avvisi.

 “Lavori in corso” – “Caduta pietre da sinistra”

Prestare attenzione ai messaggi
ritardi annullamenti partenze
non attraversare i binari, non mangiare
con le mani, nessuna mano
nelle mutande, i congiuntivi.

 Nessuna leggerezza, pericolo!

Si potrebbe perdere un’acca o l’ombrello,
un ricordo doloroso, la testa per un critico,
la garanzia che per un paio d’anni
qualcuno aggiusti gratis tutti i cocci
sostituisca i fusibili, speli i fili e le vene.

 Cautela,
    un dosso (o una cunetta),

la doppia croce di Sant’Andrea avverte:
passaggio a livello, reazione chimica
in colonna a sinistra
due concentrazioni di liquidi al centro
e in mezzo quella da raggiungere.
Concentrazione, sforzo sublime!
Ma ci vorrebbe pace, e quel fruscio
invariante delle foglie d’aprile.

 “Animali selvatici vaganti”

li intravedo nei cespugli di erba sparta,
nascosti dagli steli fino a notte.
Poi stelle – e buona condotta

  (pericolo, onde elastiche!)

Meglio, ottima conduzione
che rende tenero il mio focolare –
su cui appendo stelle di porporina
con la perfezione del buio.

[Si quieres por cierto que dé un nombre a las cosas]

Si quieres por cierto que dé un nombre a las cosas,
encuadradas, fichadas, esperando la voz
oh, ¡bondad suya! – en que la verdad se desvela,
pandero en la madera que chasquea
en la boca un nombre amargo
como el grano de heno griego.
Si detrás de los ojos pasa una imagen
boca abajo – y agarro sólo perfiles,
siluetas de amorcillos y triunfos,
es inútil, perfecta epifanía
lo que sólo puedo decir.

traduzione di Giulia Bertagnolio
l’originale in italiano qui

[Dèstati Deborah e intona un canto]

Dèstati Deborah e intona un canto
davanti al Dio d’Israele
davanti al numero* –
passeggia sui gusci croccanti
delle chiocciole, lascia piovere
gli onischi acciambellati”.

La mattina in cui stemperarono
i monti c’eri tu, repentina
come il miracolo di qualcun altro.
Si spuntarono le cime,
disfatti gli orridi e le gole,
tacquero i colori dei fiori –
la densità si disperse nell’aria,
seccò cruda come l’infiorescenza
che scopre il frutto
in una stagione maldestra.

Dèstati Deborah e intona un canto
davanti al Dio d’Israele
davanti al numero –
copri la viscosità delle nostre vite
pulsanti come emicranie,
difendici dalla stagione,
dai buchi e le finestre”.

 

* il numero di Deborah

Bombardamento di poesie su Milano

pioggia-di-poesie-milano-2015Centomila poesie di autori italiani e cileni verrano sganciate su piazza Duomo.

Un elicottero lancerà i componimenti sulla città per la settima tappa di “Pioggia di Poesie”, evento mondiale che tocca le città che in passato hanno subito bombardamenti aerei.

Dopo la pioggia di poesia su Londra, Berlino, Varsavia, Guernica, Dubrovnik e Santiago, questo è l’anno della città sede dell’Esposizione Universale.

La selezione dei poeti italiani, curata da Amos Mattio della “Casa della Poesia” di Milano, è così composta: Alessandro Anil, Pietro Berra, Marco Bini, Domenico Brancale, Carlo Carabba, Andrea De Alberti, Alessandro De Santis, Veronica Fallini, Gaia Formenti, Mario Fresa, Marco Giovenale, Valerio Grutt, Federico Italiano, Simonetta Longo, Andrea Marchesi, Fosca Massucco, Gianpaolo Mastropasqua, Amos Mattio, Giorgio Mobili, Alessandro Pancotti, Michele Pasquariello, Alberto Pellegatta, Marco Pelliccioli, Rossano Pestarino, Stefano Pini, Andrea Ponso, Vito Russo, Flavio Santi, Carla Saracino, Damiano Scaramella, Francesca serragnoli, Annalisa Teodorani, Giovanni Turra.

La performance sarà realizzata dal collettivo cileno Casagrande con il sostegno del padiglione cileno di Expo, della Fundación Imagen de Chile e del Comune di Milano.

http://milano.repubblica.it/tempo-libero/cultura/evento/pioggia_di_poesie-67296.

htmlhttps://www.milanoweekend.it/2015/09/21/pioggia-di-poesie-milano/56273#.VgEXV338Gt8

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