[Ci sono istanti di marzo che inducono all’attesa]

Ci sono istanti di marzo che inducono all’attesa
e mi vedono scrivere, china, inutilmente –
il vento falso, qualche gemma impertinente
un fiore di serra acquistato l’altro dì.

Seduta, guardo fuori dai vetri la primavera,
il giardino immobile che chiama –
un passo, uno solo basterebbe.

Di nuovo mi imbroglierà – chi non dimentica
un impegno per il primo cinguettio dell’anno, chi sfugge
al fiato mozzo guardando il dito che indica la rondine?

Io mi incanto anche nel niente, non mi serve un motivo
per volare – poi atterro veloce. Ci sono panni e pannolini,
minestre e cure che mi tengono occupata,
non è facile il mestiere del poeta al giorno d’oggi.